Quadro economico dell’opera: come impostarlo e aggiornarlo

Il quadro economico rappresenta il costo complessivo dell’intervento. Non coincide con il solo importo dei lavori: comprende anche sicurezza, spese tecniche, imprevisti, imposte e tutte le somme necessarie per arrivare dall’idea all’opera completata.

Operatore in quota accanto a una gru durante l’avanzamento dell’opera

Lavori e sicurezza

La prima parte raccoglie gli importi delle lavorazioni, eventualmente organizzati per categorie come opere edili, strutture e impianti. I costi della sicurezza devono essere evidenziati secondo le regole applicabili e distinti dalle componenti soggette a ribasso.

Le somme a disposizione

Questa sezione comprende le voci che non fanno parte diretta del contratto di lavori ma sono necessarie all’intervento: rilievi e indagini, spese tecniche, verifiche, collaudi, allacciamenti, imprevisti, accantonamenti e imposte.

L’elenco non va copiato in modo automatico. Deve essere adattato alla natura dell’opera, al livello progettuale e alla procedura di affidamento.

Il quadro economico nei lavori pubblici

L’articolo 5 dell’Allegato I.7 al D.Lgs. 36/2023 definisce l’articolazione del quadro economico e prevede un progressivo approfondimento in relazione al livello di progettazione. La versione aggiornata va sempre verificata, anche alla luce delle modifiche introdotte al Codice.

Un documento vivo

Il quadro economico deve essere aggiornato quando cambiano stima dei lavori, livello progettuale, imprevisti, finanziamenti o condizioni contrattuali. Conservare le versioni e motivare gli scostamenti aiuta a governare le decisioni e rende trasparente l’evoluzione del costo complessivo.

Il quadro economico è lo strumento di governo dell’intervento, non il riepilogo finale di un computo.

Riferimenti