Contratto a corpo o a misura: criteri per scegliere

La scelta tra contratto a corpo e a misura non dovrebbe arrivare alla fine del progetto. Influenza il modo in cui si definiscono le lavorazioni, si distribuiscono i rischi e si prepara la documentazione economica.

Edificio in costruzione oggetto di un contratto di appalto

Quando il contratto a corpo è adatto

Il contratto a corpo funziona meglio quando l’opera è definita in modo completo e le quantità possono essere valutate con sufficiente certezza. Elaborati e specifiche devono rendere univoco il risultato atteso e ciò che il prezzo comprende.

Nuove costruzioni con un progetto esecutivo dettagliato possono prestarsi a questa impostazione, purché restino chiare le regole per varianti e modifiche.

Quando preferire la misura

Il contratto a misura è utile quando le quantità effettive non possono essere determinate in modo affidabile prima dell’esecuzione. Scavi, opere nel sottosuolo, restauri e ristrutturazioni possono presentare condizioni non completamente conoscibili in fase progettuale.

In questi casi la precisione delle regole di misurazione è importante quanto la correttezza dei prezzi unitari.

La soluzione mista

Un contratto può prevedere parti a corpo e parti a misura. Le opere ben definite vengono valorizzate a corpo; quelle soggette a maggiore incertezza sono contabilizzate a misura.

La distinzione deve essere esplicita e coerente in tutti i documenti. Ambiguità tra le due componenti possono diventare una fonte di contenzioso.

Una decisione progettuale

Prima di scegliere occorre valutare maturità del progetto, attendibilità delle indagini, possibilità di misurare il consuntivo e distribuzione dei rischi. La forma contrattuale deve seguire queste condizioni, non precederle.

Il contratto più efficace è quello che assegna ogni incertezza alla modalità di controllo più adatta.